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15.05.2011 Vivere di turismo? Non è facile ma si potrebbe.
Articolo senza pretese di verità ma che offre sicuramente uno spunto di riflessione.

Perché è così difficile fare turismo in Sardegna lontano dalle coste?
La domanda è quanto di più complicato ci si possa chiedere, la risposta quasi impossibile da fornire, le variabili da considerare innumerevoli.

Una cosa è certa: per fare turismo servono persone che decidano di fare del turismo il loro mestiere e che decidano di farlo investendo le proprie energie oltre che i propri denari (cosa che di questi tempi non è proprio abbondante).

La componente pubblica dell’industria turistica rappresentata dallo stato, dalle regioni, dai comuni, dalle proloco ha un impegno non di poco conto e, se lo stato a livello regionale non ha grandi competenze dirette, man mano che gli enti sono maggiormente legati al territorio hanno il compito di valorizzare e promuovere gli attrattori che vi si trovano: bellezze naturali, artistiche, culturali; investendo maggiormente in quegli ambiti che risultano più appetibili per il segmento su cui, come territorio, si è deciso di puntare a seguito delle scelte strategiche del marketing turistico.
Qualsiasi investimento pubblico è però perdente in partenza se la componente privata, di pari passo, non è in grado di sfruttare in modo economico quegli stessi attrattori, valutandone opportunamente i vincoli e le opportunità. Gli attrattori infatti, slegati da un adeguata offerta di servizi  che ne rendano possibile la fruizione, non sono in grado di spostare i flussi turistici e soprattutto di consolidarli nel tempo. Né si può pensare che la componente pubblica possa, in simili tempi di ristrettezze ed economie di gestione, possa farsi carico di diventare essa stessa impresa turistica.

Se vogliamo che la Sardegna viva di turismo in un arco temporale più ampio rispetto ai tre mesi centrali, e non soltanto nelle coste in cui il turismo si è già (in larga parte) strutturato, dobbiamo imparare che l’impresa turistica si fa coltivando la cultura dell’ospitalità, ovvero prendere il turista  per mano, e metterlo in contatto con la realtà locale che è fatta non solo di musei (certo anche di quelli, ma quanti pensate ne possa/voglia vedere un turista nei suoi 5 giorni di vacanza?).
La realtà locale è fatta principalmente di tradizioni, usi, luoghi, sapori, profumi, oggetti, attività, e molto altro. Sta alla capacità professionale dell’imprenditore capire quali di questi aspetti maggiormente attraggano il turista, e confezionare il proprio prodotto affinché sia appetibile.

La mentalità che maggiormente mi sembra di leggere è invece quella per cui il turista arriva per grazia ricevuta o per dovere delle istituzioni, e a quel punto lo si debba in qualche modo spennare prescindendo dal reale servizio che gli si offre. Ho visto veramente pochi casi in cui al centro del ragionamento c’è il turista e le sue esigenze e, quasi sempre, gli esempi virtuosi non sono forniti da imprenditori o professionisti sardi (fatte le dovute eccezioni ovviamente). Spesso vedo invece ragazzi che pur essendosi opportunamente formati, sembrano dimenticare cosa significhi impresa turistica (che se non fosse un “impresa” l’avremmo chiamata passeggiata) e aspettano seduti sul bordo di un fiume in secca nella speranza che prima o poi qualcosa accada. Altri che, neanche più tanto ragazzi, sfruttano del turismo solo la componente facile, quella un po’ parassita dello sfruttare quanto già pronto senza investire mai del proprio (anche qui le eccezioni, per fortuna, non mancano).

La danza della pioggia, però, raramente porta le nuvole e per dare, o ridare, acqua al fiume, piuttosto che inveire contro il cielo, è necessario rimboccarsi le maniche e portare l’acqua al fiume secchio per secchio; ognuno con il suo secchio, grande o piccolo non importa.

05.02.2011 Legge ed etica, quando la prima non basta dovrebbe intervenire la seconda?

Sono in un grande hard discount di Sanluri, compro un pacco di caramelle per rabboccare il cestino di cortesia per li ospiti dell'ufficio, dietro di me due ragazzini (il resto della combriccola aspetta fuori), dopo una breve analisi dei prodotti nello scaffale, prendono una bottiglia di vodka e un energy drink. Inutile che vi spieghi a cosa serve: una bella mixata e lo sballo è garantito. Alla cassa la commessa chiede il documento come da legge, il ragazzo è pronto: "Paga il mio amico ora arriva" . Decido di espormi e faccio notare alla commessa che sarebbe corretto chiedere i documenti di entrambi e come risposta mi dice che sono tenuti a chiedere solo i documenti di chi paga e che è già tanto se lo fanno perchè in altri store non fanno neanche quello (confermo per esperienza diretta).
Ora mi dico, è vero che la legge impone che chi paga debba essere maggiorenne ma, se è palese che poi i consumatori sono minorenni, non sarebbe eticamente corretto declinare la vendita? E ovvio che i ragazzi si organizzeranno molto in fretta ma almeno ci si sarà provato. Non ho voluto insistere ma avrei voluto chiedere cosa sarebbe successo se il minorenne accompagnato da un pirla maggiorenne fosse stato il fratellino della commessa. Gli avrebbe venduto lo stesso prodotto con identica nonchalance!?

 

06.12.2010 " I colori son ori" Mostra Collettiva di arte visiva - Sanluri 11-12 dicembre 2010

Una collettiva non mi aveva mai attirato e ho sempre ritenuto che, per una personale, sia richiesto (agli artisti della domenica come me) uno sforzo troppo grande in termini di produzione artistica, e di organizzazione dell’evento; una sorta di cottimo dell'arte a cui non mi voglio sottopporre. Non so cosa ci sia di diverso questa volta, ma quando Marcella mi ha chiesto una mano per realizzare la locandina de “i colori son ori”, mi è sembrato naturale chiedergli se gli faceva piacere ospitare qualche mia opera. Non ho mai venduto una delle mie opere, le ho sempre tenute per me o regalate alle persone a me care. Non sono in grado di dargli un controvalore economico, mi pare sempre troppo alto per le tasche di chi dovrebbe comprarli ma troppo basso per ripagare l’abbandono di una cosa che sento profondamente mia. Non credo se stavolta sarà diverso ma mi piace l’idea di condividere per due giorni nove acquerelli che vanno a pescare in qualche modo nella mia sardità, o almeno in una parte di essa, che restituisco attraverso campiture rapide e schematiche, un racconto da interpretare e reinterpretare, fatto di tasselli, oggetti, cromatismi. Dove il tecnicismo si fa decisamente da parte in favore di una spontaneità che riesco a trovare solo con la rapidità dell’esecuzione di un’idea che si materializza nell’arco di poche ore. Non mi resta che invitarvi a vederle.

locandina

26.07.2010 è possibilè leggere dietro semplici gesti una vita di duro lavoro?

Esistono pezzi di ferro arruginito, apparentemente inerte, che nelle giuste mani sembrano rinascere a nuova vita. Forse è il caso di non perdere certe occasioni!

Ci sono mani, e dietro le mani la mente che le governa, che sanno esattamente cosa fare di quello che, per alcuni, sono "solo" antichi strumenti da lavoro da mettere in mostra (che non vuol dire non apprezzarne il valore). Per chi con quegl...i ...strumenti ha guadagnato il proprio pane sono "semplici" strumenti da lavoro ancora in grado di svolgerlo se non fossero ormai, e forse per fortuna, obsoleti. E' un po' come quando, rovistando tra le mie cose, trovo un tiralinee, il rapidograph 0.1, quei 5 pennarelli pantone da 5.000 lire cadauno o il bisturi a lama curva e qualche pezzo di retino adesivo. Sono gusti da non perdere che ti fanno apprezzare la tecnologia moderna ma ti permettono di non dimenticare quanta fatica serviva per dare colore al tuo disegno inchiostrato. Per questo che quando mi capita di assistere a certe scene mi rendo conto che: o le imprimo in quel preciso momento nella mia memoria, o potrei non averne più la possibilità.

31.03.2010 Quando il giornalista si distrae: fretta, desiderio di sintesi eccessiva o Italiano approssimativo?

A dispetto del titolo volutamente pungente, l'articolo non è un accusa di incompetenza verso il giornalista di turno (appositamente non citato e che è, per quanto ci è dato conoscere, attento e professionale) quanto una messa a fuoco sul fatto che non si possa prendere per buono un articolo di giornale tout court per avanzare illazioni o pretese di verità su fatti persone e cose senza procedere a un attenta verifica attraverso fonti diversificate. Senza entrare nella polemica del fatto che l'informazione fosse stata data o meno completa e precisa, il risultato è che un trafiletto eccessivamente tagliuzzato e rimaneggiato, fornisce un informazione frammentata, incompleta e per certi versi scorretta, a danno sopratutto dei lettori e che il giornalista, quand'anche l'informazione originaria fosse mal formulata, ha il dovere professionale di accertare e completare la notizia, operazione che non sempre è possibile fare nei tempi ristretti della messa in stampa.

Ecco l'articolo apparso su L'unione sarda del 30 marzo 2010 che titolava "L'albo pretorio del Comune sbarca sul web", (tra parentesi e in rosso le doverose puntualizzazioni):
Da ieri anche il comune di XXX possiede l'albo pretorio on line. Per stare al passo con i tempi e per rispettare la legge, la bacheca del municipio, dove fino ad oggi sono stati affissi tutti gli atti pubblici, è stata sostituita da una versione on line su internet (la versione on line non ha sostituito la bacheca cartacea ma semmai l'ha affiancata mentre la specifica "su internet" poteva anche non essere fondamentale). Il nuovo albo pretorio ha la stessa validità legale di quello tradizionale ed è ospitato nella sezione “servizi on line” a disposizione degli utenti che potranno accreditarsi e accedere a vari servizi (andrebbe specificato che la lettura dell'albo pretorio non richiede accreditamento, necessario invece per consultare altri servizi inerenti le proprie informazioni personali relative a TARSU, ICI, Certificazioni etc..). La rivoluzione tecnologica sarà graduale: nei prossimi mesi si potrà (doveroso il plurale "potranno" dato che è riferito a più documenti dello stesso tipo e a più tipi di documenti) ancora consultare bandi di gara, delibere e altri documenti (dove? meglio specificare "sull'albo pretorio cartaceo". Il passaggio dal cartaceo al digitale inoltre non potra essere graduale, o c'è o non c'è... non è che a un certo punto si pubblicheranno in cartaceo solo alcuni atti e altri no, semplicemente la sua eliminazione verrà posticipata fino a quando si avrà la certezza che pochissimi ne sentiranno la mancanza).

20.03.2010 Elezioni in arrivo, i programmi elettorali sono uno strumento da tenere in considerazione o solo delle smielate promesse da marinaio?

Se pensiamo al programma elettorale come a quattro smielate righe di vaneggi e promesse, se dovessimo pensare che per valutare un candidato si debba vedere cosa ha già fatto ci porremmo nella stessa condizione del datore di lavoro che vorrebbe dipendenti giovani ma che in sede di colloquio si disinteressa completamente del curriculum di studio e chiede l'esperienza decennale sul campo. I programmi che riportano quello che è già stato fatto, sono ottimi strumenti per giudicare l'operato, le capacità e talvoltà l'onestà intelletuale dei candidati uscenti, ma non garantisce nulla per il futuro. Un programma elettorale, per essere un valido strumento di valutazione deve esserlo prima di tutto per chi lo redige. Le linee programmatiche di una lista dovrebbero attraversare le quattro fasi di qualsiasi programmazione e, di queste, almeno tre dovrebbero essere affrontate prima della candidatura:

ANALISI: delle esigenze dei cittadini,delle condizioni di partenze dal punto d vista dei vincoli e delle opportunità, delle risrse disponibili economiche di conoscenze di base, di professionalità e personale disponibile

Definizione degli OBIETTIVI che devono essere raggiunti nei 5 anni per ogni singola area da affrontare (sociale, ambiente, infrastrutture etc,,,)

DEFINIZIONE DELLE STRATEGIE che si pensa di mettere in atto per il raggiungimento degli obiettivi (tempi e metodi).

LA FASE DI CONTROLLO avviene dopo è può essere un bilancio di fine mandato ma non è escluso, anzi è auspicabile, che se ne possano produrre di intermedi in modo da raddrizzare il tiro sulle strategie che si possono rivelare inefficaci.... e inoltre in questo modo si risponde del proprio operato durante tutta la durata del mandato e non solo in odore di eventuale ricandidatura.

Questo modo di affrontare la programmazione è quello che in gergo si definisce marketing politico (ben diverso dalla campagna elettorale che è limitata a una piccola finestra temporale) e che non può essere affrontato in due mesi di campagna, un candidato dovrebbe iniziare a predisporlo con mesi, per non dire anni, di anticipo in modo che il documento preelettorale sia credibile e basato sull'analisi di dati concreti e non di semplici desideri e promesse.

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07.01.2010 Statistiche e raccolta differenziata... ognuno se le legge un po' come gli fa più comodo. Però...

In questo rapporto sulla raccolta differenziata 2007 Sanluri appare 3° nella classifica stilata fra i capoluoghi di provincia (già scivolato al 4° nel 2009). Comunque un ottimo risultato, anche se, ad onor del vero, va sottolineato che la statistica deve essere letta anche alla luce di altri dati: per esempio che non sono molti i capoluoghi di provincia sotto i 10.000 abitanti e che essendo nei comuni piccoli più semplice gestire e seguire la raccolta porta a porta, è abbastanza facile ritrovarsi ai primi posti anche su scala nazionale. Se andiamo però a comparare il dato prescindendo dalla posizione di capoluogo, Sanluri precipita subito al 14° posto semplicemente confrontandolo con gli altri comuni della provincia. Inoltre, considerando che presenta una percentuale di differenziata pari al 55,8% si troverebbe a livello nazionale (considerando il solo sud Italia) nel migliore dei casi al 26° posto (occupato attualmente da Donori con un 56.6% ma con un ottimo indice di buona gestione 63,96) sempre che abbia un'ottima gestione anche del risparmio di CO2 e degli altri parametri di valutazione. Se l'indice non fosse elevato si porterebbe subito sotto il 50° posto vicino a Dolianova con il suo 59.6% di R.D. e indice 54.87. Letto in quest'ottica il vertice della classifica generale nazionale è ancora decisamente lontano. Parafrasando il buon Arbore degli anni 80: Riciclate gente.. riciclate.

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03.01.2010 Eco-design.

Design non è solo costruire o disegnare oggetti, definirei eco-design la possibilità di riusare materiali e oggetti in nuovi contesti. La mia vecchia lavatrice aveva dato tutto ciò che poteva in 15 anni di onorato servizio, prima di conferirla ai rifiuti ingombranti ne ho però smontato l'oblò che ora ha assunto un nuovo incarico, quello di fruttiera in un ottimo vetro temperato e dal disegno semplice e lineare.

oblò

 

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27.12.2009 fumare in auto.

Da un trafiletto del giornalista Fabrizio Rondolino apparso su donna moderna del 9 dicembre:

"Il senatore Piergiorgio Stiffoni (lega nord) ha proposto di vietare il fumo a chi guida: per i contravventori, 250 euro di multa e cinque punti in meno sulla patente. La sigaretta, sostiene STiffoni, distrae più del telefonino e va bandita. E' possibile che la proposta diventi legge, perchè i fumatori in Italia sono ormai una minoranza socialmente sgradita. A me, quando guido piace molto fumare e ascoltare la musica; e accendersi una sigaretta è un buon modo per tenersi svegli. Propongo che nella propria auto ciscuno possa decidere per sé".

Il caro Fabrizio Rondolino dovrebbe rendersi conto che finche l'auto è ferma può farci quel che ci pare (nei limiti del buon senso e nel rispetto delle leggi), ma, appena l'auto si muove, la sua libertà finisce laddove iniziano i miei diritti e il fatto che a lui piaccia non è una buona motivazione. Una sigaretta in mano è infatti altrettanto pericolosa di un cellulare. Costringe infatti a una serie di attività che, tra l'altro, coinvolgono un elemento incandescente (la cenere) che non di rado va a finire sugli occhi o sugli abiti del malcapitato fumatore. A questo va aggiunta la pessima abitudine di alcuni di gettare il mozzicone fuori dal finestrino con una serie di conseguenze, alcune costanti, altre fortunatamente meno frequenti:

- la cicca impiegherà 5 anni prima di essere assorbita dalla natura e quindi sporca il mondo che è anche mio e gradirei rimanesse pulito come lo tengo io.

- la cicca mal gettata torna indiero dal finestrino distraendo (nel migliore dei casi) il guidatore

- la cicca ancora accesa (specialmente nelle regioni più calde) provoca un incendio che, partendo dal ciglio della strada, si estende spesso a ben più importanti aree verdi

A questi si aggiunge il rischio incidente che, al pari della guida con telefonino o in stato di alterazione psicofisica, aumenta in modo esponenziale. Il caro giornalista quindi fumi pure, se vuole, ma sappia che a parte l'infrazione, sta perpetuando un comportamento, se non altro, irresponsabile a prescindere dalla legge.

Un ultimo consiglio, se c'è bisogno di tenersi svegli con una sigaretta sarebbe bene non mettersi alla guida ma farsi una buona dormita, ho sperimentato personalmente che dormire per tenersi svegli funziona benissimo.

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buone feste

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25.09.2009 Il ponte e la scicane.

Senza grossi commenti un dubbio m'assale. grazie a Dio il cavalcaferrovia a San Gavino sulla SS 197, dopo quasi due anni di lavori ha visto la luce. Quello che non mi è chiaro è perchè, in corrispondenza dell'innesto con la vecchia rotonda, anzichè fare la naturale corsia di accelerazione mantenendo lineare la traiettoria di chi percorre la statale, abbiano tracciato uno spartitraffico centrale da 4 metri, costringendo chi transita sulla strada principale a un'inutile scicane, e chi vi si immette dalla strada laterale a uno stop secco che avrebbe potuto invece essere reso più funzionale con una corsia di accelerazione. Sotto riporto la situazione attuale e una simulazione del tracciato lineare: valutate voi: se qualcuno ne sa di più (magari a me sfugge qualcosa) fate un fischio.

situazione attuale

Il ponte come si presenta attualmente

lineare

Il tracciato lineare

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06.04.2009 La natura imprevedibilmente distruttiva!

Avevo appena due anni ai tempi della valle del Belice e per questo ho ricordo più delle polemiche sulla ricostruzione che del terremoto, ne avevo qualcuno in più nel 76 quando analoga sorte toccò al friuli ed ero decisamente più grandicello quando anche l'Irpinia fu devastata dal movimento tellurico. Resto sempre sgomento per il senso di impotenza di fronte a un così devastante atto della natura che noi, in sardegna abbiamo la fortuna di non conoscere.; pensare di trovarmi (se la fortuna assiste) di fronte a un cumulo di macerie che pochi minuti prima era la mia casa è un pensiero che mi sconvolge. Mentre su alcuni eventi anch'essi naturali come frane, alluvioni, smottamenti, l'uomo ha spesso e volentieri una colpa diretta o indiretta (l'imbrigliamento delle acque, il disboscamento progressivo, l'urbanizzazione dissennata) il terremoto colpisce a prenscindere da tutto e da tutti. L'unica possibilità di scampo è la costruzione secondo certi criteri, o la non costruzione per le zone più a rischio, per il resto dita incrociate e studi in un campo in cui tutto sembra decisamente aleatorio. L'unica cosa che si può fare è prestare soccorso nei tempi più celeri ed efficaci possibili e pensare a una seria e rapida opera di ricostruzione. Inutile quindi discutere su chi, cosa, come è potuto succedere. Il dato di fatto è che in centinaia sono morti e a migliaia hanno visto la propria casa (spesso tutto ciò che avevano) crollare giù come una torre jenga. Non posso far altro che essere solidale e rivolgere al loro il mio pensiero in questa notte, che per molti sarà fredda, molto più fredda di quanto si possa soltanto immaginare. Un in bocca al lupo ai terremotati e un grazie a tutti i soccorritori, volontari e non, perchè in situazioni così tragiche non è mai questione di soldi.

sfollati

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03.04.2009 Sì vabbè, ... ma anche i cittadini....!

Ho appena visto un interessante servizio di un noto programma TV. Nel delirio da caccia alle streghe delle incompiute dello stato ( e ce n'è in abbondanza) mostrano un depuratore fermo da anni, e ci sarebbe da arrabbiarsi non poco per lo stato di degrado in cui si trova. Ora la cosa non andrebbe più neanche commentata, tanti sono gli esempi di malgoverno. Allora tento di fare un commento controcorrente, sì perchè, se è vero che il depuratore è costato un sacco di soldi e non è mai entrato in funzione, quando le telecamere ne inquadrano le vasche si scopre che l'interno contiene decine e decine di vecchi elettrodomestici: lavatrici, letti, frigoriferi e chi più ne ha più ne getti. Bhe... permettettemi di dire, che i cittadini di quel paese non sono stati migliori dei loro amministratori. Un bene che hanno contribuito a costruire con tase e balzelli vari auto distrutto da quintali di lamiere, un po' come se io costruissi una casa e siccome per un motivo o per un altro decido di abitarci più in là nel frattempo la uso come discarica di ingombranti, che, a parte che è illegale, rovina la casa ed è un chiaro esempio di ignoranza e inciviltà.

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24.03.2009 Piano casa, 20% di cosa?

Non capisco mai ... appena mi vien voglia di riflettere mi mancano le informazioni, quelle reali intendo. Trovo un sacco di discussioni spesso faziose e retoricamente argomentate. Il piano casa non fa eccezione, il governo propone un decreto di cui tutti parlano ma introvabile nel suo testo reale, e se anche fosse rintracciabile, già il fatto che si fatichi a trovarlo è lo specchio di quanto inacessibile sia l'informazione per il cittadino medio. Eh sì, perchè a seconda di cosa è scritto sul documento le cose cambiano parecchio.

Se il decreto infatti mira a semplificare l'iter delle concessioni lasciando ai tecnici il compito di garantire che il famoso 20% che si vuole costruire rispetti tutte (dico tutte) le regole del piano urbanistico, fermo restando la possibilità di fare controlli a campione su eventuali abusi (che dovrebbero contemplare l'immediato abbattimento e pene severissime per il tecnico), credo che la cosa possa essere presa in considerazione.

Se invece il decreto consente a chiunque di costruire fino al 20% del proprio immobile, in barba a piani edilizi, paesaggistici o a qualsiasi altra preesistente regola per la regolamentazione edilizia, tutto si trasforma in un condono annunciato, eliminando anche il fattore rischio multa. Faccio un abuso sapendo che posso farlo (MA SEMPRE UN ABUSO RESTA) perchè è stato deciso che le regole intralciano la ripresa economica.

Unica regola "il senso estetico degli Italiani"??!!! Siamo a posto!!

solanas di sinnai bruttura
funtanazza portu maga

Ovvio che sia più conveniente tenere la popolazione sull'incertezza informativa, infatti: se ho interesse a costruire possono farmi pensare che il decreto torni a mio vantaggio, se invece sono contro possono sempre farmi credere che le regole andranno rispettate, in realtà sapremo la verita (come al solito) solo a giochi fatti, e saranno giochi che come al solito vedremo dalla tribuna, o forse, più probabilmente,... dalla curva.

Commento ricevuto sabato 4 aprile 2009:
Una delle immagini, la terza, è la colonia marina di Funtanazza. Ciao! Donatella

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02.03.2009 Pessimo servizio televisivo: Intervista Doppia Nicolas Vaporidis e Laura Chiatti 2-03-2009 - LE IENE

Le Iene - Italia Uno (mi pare) un programma che dovrebbe in qualche modo fare denuncia sopra le righe, un po' sdrammatizzando, spezzo infilandosi in gineprai in cui altri non hanno nessuna voglia di addentrarsi. Il calssico programma scomodo da accostare a striscia e un po' puù da lontano ai programmi inchiesta stile report, migranti e così via. Sin qui tutto normale e considerando il tono spesso allegerito dalle gag dei conduttori ci stà anche una futile intervista doppia.

Ieri però c'è un'intervistà che offre un pessimo esempio di buona televisione, o un ottimo esempio di pessima televisione; Nicolas Vaporidis e Laura Chiatti, due attori che in questi giorni sono come il prezzemolo in tutte le trasmissioni pop, infatti vengono sottoposti alle domande che riporto sotto con le relative risposte:

MAI PRESO UNA SBRONZA?
Nicolas: Heuff!!
Laura: Sìììì hee!

UNA MOTIVO PER PRENDERSI UNA SBRONZA:
Laura: Per passare una serata in allegria!
Nicolas: Ogni motivo è buono per prendersi una sbronza!

UNA MOTIVO PER NON PRENDERSI UNA SBRONZA:
Nicolas: Quando sei arrabbiato... perchè amplifichi la rabbia ... e diventi violento!
Laura: Perchè poi si vomita!

Ora ditemi voi se questo è il messaggio che deve passare da una tv nazionale, tramite due attori popolarissimi in questo momento, in tempi in cui si stà facendo di tutto per far capire quanto l'alcool possa essere dannoso per sè e per gli altri. Hai voglia a far campagne sociali se il danno peggiore della sbornia sembra essere il mal di stomaco!!

Pessimo esempio!! E poi si va da Luca Zingaretti perchè in un telefilm non mette le cinture.

one for the road

La cosa più grave? Prima di morire ha vomitato con violenza!!
Ma vaff...

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26.02.2009 quando la cortesia non piove dal cielo

Credevo che la burocrazia nel senso più stretto della parola fosse destinata a morire, a trasformarso in quella più auspicata adhocrazia che in un paese di persone dotate di buon senso dovrebbe guidare le procedure di erogazione dei servizi. A maggior ragione tra colleghi seppur di enti diversi mi sarei aspettato risposte precise, rapide e cortesi. Mi son trovato invece di fronte a una atteggiamento che pur preciso risulta lento e arrogante e non faccio nomi e cognomi per un pudore di buon comportamento che non riesco proprio a superare. Dopo aver fornito le informazioni richieste, il solerte impiegato, si sente infatti in dovere o in diritto di aggiungere la sua postilla. In particolare la mia richiesta. questo lo scambio di e-mail:

MIA del 19.02.2009:
Le scrivo per avere informazioni sull'acquisto di XXXX. Ho già provato senza riuscirci a contattare il Sig. XXXXX da diverse settimane. Dovrei Acquistare come comune di XXXXX. Mi occorrerebbe conoscere l'importo esatto, le modalità di pagamento e la procedura per perfezionare l'acquisto. Ringraziando anticipatamente colgo l'occasione perporgere i miei più cordiali saluti

SUA del 26.02.2009 (7 giorni per una mail?? avrei fatto prima con un piccione :-O):

Buongiorno,
alleghiamo alla presente due files che chiariscono quali siano le modalità per l' acquisto di xxx.
Per maggiori chiarimenti consultare il sito della Regione Autonoma della Sardegna all' indirizzo xxx,
oppure contattare telefonicamente xxxx, nelle ore stabilitè: 11,00/13,00 di ogni giorno lavorativo.

Se precedentemente non siete riusciti a mettervi in contatto col sig: xxxx è perchè, evidentemente, avete sbagliato qualche cosa.
Cordialmente xxxx

A parte il fatto che 7 giorni per rispondere a una e-mail così banale sono veramente eccessivi e danno esattamente la misura della poca attenzione verso l'utenza; è possibile che non ci si metta mai in discussione? dove stà l'evidenza dell'errore? Chi assicura a questo solerte sognore che io non abbia proprio chiamato in quegli orari? Ma, sopratutto, non gli è venuto il dubbio che forse l'indicazione degli orari al pubblico non sia abbastanza chiara? Sul sito infatti viene riportata la frase :

Orario ricevimento per il pubblico: 11.00 - 13.00 da lunedì a venerdì.

Non andrebbe forse specificato che fuori da quell'orario non rispondono nemmeno al telefono? Io non volevo essere ricevuto, volevo solo che mi si rispondesse al telefono. I suoi colleghi l'hanno fatto per esempio (negli stessi identici fuori orario)

Un consiglio al signor xxx quando si manda una mail è buona norma rileggerne i toni, un "probabilmente" al posto di "evidentemente" e un sottolineato in meno avrebbero prodotto ben altro atteggiamento.

giusto per fare un esempio - fermo restando che anche il mio "da diverse settimane" poteva essere evitato (ma è la verità, ed è oggettiva io sò quando ho fatto la prima telefonata) - provate a rileggere la stessa mail rivista con le variazioni in blu:

Buongiorno,
alleghiamo alla presente due files che chiariscono quali siano le modalità per l' acquisto di xxx.
Per maggiori chiarimenti potete consultare il sito della Regione Autonoma della Sardegna all' indirizzo xxx,
oppure potete contattarmi telefonicamente, nelle ore stabilitè: 11,00/13,00 di ogni giorno lavorativo.

Se precedentemente non siete riusciti a mettervi in contatto col sig: xxxx è perchè è possibile che abbiate sbagliato qualche cosa.

Cordialmente xxxx

Si poteva fare anche meglio ma già così assume un altro tono.

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18.02.2009 Quella sana retorica

Mi è capitata tra le mani, peraltro a giochi fatti, una lettera promozionale del nuovo presidente della regione. Mi ha lasciato molto perplesso, come peraltro ultimamente mi capita di fronte alle sempre più “spottistiche” campagne elettorali. Priva di contenuto, non contiene in due pagine di lettera una sola argomentazione completa,ed io, che sono sempre stato un modernista, mi trovo a rimpiangere la vecchia retorica greca che studiava a fondo l’arte oratoria del convincere, cercando quali fossero gli enunciati dotati di maggior forza. La lettera in questione mette in successione una serie di frasi ad effetto, condite da numeri buttati un po’ qua e un po’ la, che però non sono supportati da nessuna informazione che consenta una visione globale del dato per trarne delle conclusioni oggettive.

Ve ne racconto due per tutte, il dato sulla disoccupazione contenuto nella lettera in questione: secondo il nostro nuovo presidente , per colpa della vecchia guardia, si sarebbe raggiunta l’incredibile cifra di 190.000 disoccupati. Affinchè questo dato diventi significativo, servirebbe però sapere qual è la variazione rispetto agli anni precedenti, cosa è successo nelle altre regioni d’Italia e raffrontarlo magari al resto dell’Europa. Potremmo scoprire magari che la crescita della disoccupazione è allineata al resto d’Italia e il dato quindi non è imputabile alla situazione governativa regionale ma a una innegabile crisi generalizzata.

Un’altra: nel parlare di turismo si descrive il numero delle presenze senza spiegare cosa si intenda per presenza e ipotizzando il raddoppio delle stesse fino a portarle a 20.000.000 all'anno. La maggior parte delle persone saranno quindi portate a pensare che arrivino in sardegna 20.000.000 di turisti all’anno (che ovviamente senza costruire nuove strutture ricettive non sapremo dove ospitare). Peccato che il concetto di presenza si riferisca al numero di turisti moltiplicato per i giorni di permanenza e quindi la soluzione non è quella di costruire nuovi alberghi ma riempire in modo più efficiente quelli esistenti che invece rimangono chiusi o vuoti per almeno 8 mesi l’anno. Per di più il fatto che in Europa si muova un determinato  numero di turisti e che questi raddoppieranno nei prossimi 10 anni (ma non ci dice in base a quale fonte di preveggenza) non implica automaticamente che la stessa cosa succederà in Sardegna.

Insomma visti i risultati finali mi pare si sia guardato poco criticamente alle promesse elettorali, credendo, più che alle cose possibili, a quelle desiderabili.

D’accordo che predicare la virtù ed essere virtuosi non sempre coincidono, ma, almeno valutare se la virtù predicata è quello che appare, sarebbe una sana abitudine da mantenere e liberare dai vincoli di fazione..

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09.02.2009 Eluana ha vinto

Può un padre prendere con leggerezza il fatto di lasciar andar via una figlia? Non lo fa quando "la cede in sposa" figuriamoci quando si tratta di accontentarla in una decisione ben più drastica. C'era poco da discutere, e invece ancora una volta, alcuni meccanismo perversi della società moderna hanno pesantemente strumentalizzato il caso per far valere proprie ragioni che nulla hanno a che fare con alcune scelte indiscutibili.

Mi lascia sgomento che neanche l'esplicita richiesta di allontanare l'evento dai clamori della scena pubblica sia stato rispettato da nessuno: gli stessi giornalisti che hanno dato notizia del desiderio di silenzio, hanno poi commentato la situazione per una bella fetta del loro programma; il governo gioca a braccio di ferro con il capo dello stato e anche la chiesa non riesce a fare a meno di dire la sua, su un argomento che è quanto di più delicato si possa trovare. Un argomento di discussione (il diritto alla vita) al cui interno ci si dovrebbe addentrare con grande serenità d'animo e non con l'esigenza di trovare la soluzione prima che gli eventi prendano il proprio corso. La storia di Eluana, il travagliato percorso alla ricerca di una pace esplicitamente richiesta, forse non era lo scenario più indicato per aprire un dibattito che difficilmente avrebbe portato da qualche parte in tempi brevi.

Non c'è giusto o sbagliato; le domande sono troppo difficili e troppo immerse nella cultura dei popoli per essere risolte in così breve tempo.

Quand'è che la cura diventa accanimento?
Quand'è che mantenere in vita una persona passa dal garantire il diritto alla vita all'inutile tentativo di sconfiggere una inevitabile morte, sapendo peraltro che la vita, quella vera, non siamo, per il momento e per molto tempo ancora, in grado di restituirla?

E ancora oggi che tutto dovrebbe riprendere i ritmi della discussione riflessiva, non sopportiamo (sopportano) di dover abbassare il sipario sulla vicenda; ancora si chiedono come mai ci abbia messo così poco ad andarsene; doveva, secondo le statistiche, resistere ancora qualche settimana. A che pro? Forse per garantire ancora qualche facile palinsesto, forse per dare visibilità a qualche politico in aria di elezione? Non lo so.

Personalmente il mio testamento biologico è allineato a quello di Eluana: aspettate qualche giorno, magari qualche mese, verificate giusto un attimo la situazione, poi lasciatemi andare, senza troppo clamore.

buon viaggio E.

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29.01.2008 Frangiflutti a Frutti d'oro (capoterra)

barriere

Siamo alle solite, l'uomo ha scoperto che la natura non fa come dice lui e tenta di piegarla al suo volere.
La costruzione delle prime 4 barriere (su 11 previste) è stata approvata ultimamente con un accordo fra il Comune di Capoterra e la Regione. Proprio non ci vogliamo rassegnare al fatto che la natura non può essere imbrigliata e che col tempo si riprende quello che gli viene tolto.
Se una spiaggia si erode significa che è giunto il momento di rinunciare a un pezzetto di costa. Noi invece non ci arrendiamo e così facciamo danni su danni. Quelle barriere si sarebbero potute evitare se solo non ci fosse la necessità di proteggersi dai flutti.
Dai flutti? :-O Sì, perchè, non paghi di aver costruito sul letto dei fiumi, qualcuno ha pensato bene di costruire praticamente sulla spiaggia; solo che se la spiaggia scappa arriva il mare in camera da letto e allora ecco trovata la soluzione: costruire un bel muretto in mezzo al mare e riportare un pò di sabbia prendendola da una cava.

Ora sarei anche d'accordo se si dovesse proteggere un paese di pescatori che in tempi non sospetti (prima che si conoscesse per benino il fenomeno dell'erosione) avessero stabilito il loro villaggio proprio in riva al mare; guarda caso non c'erano pescatori così stolti e solitamente non costruivano in spiaggia (al massimo sulla scogliera).

Così, adesso, mentre ci si lamenta del decreto salvacoste, che obbliga ad indietreggiare rispetto alla costa stessa, ci disperiamo perchè il mare vuole riprendersi parte di ciò che aveva lasciato lì a suo tempo. Non sarebbe forse più saggio se facessimo noi un passo indietro lasciando che la natura faccia il suo corso? Non ci è bastata l'esperienza di ripascimanto fatta al poetto per capire che costruire una spiaggia non è esattamente come fare un parcheggio in un centro commerciale? Così qui si ricostruisce la spiaggia con materiale di dubbia provenienza e da altre parti si realizza l'erosione artificiale saccheggiando i granelli quarzosi per farne souvenir di viaggio o peggio per rivenderli in grossi quantitativi ai costruttori di acquari. Ora è toccato a frutti d'oro, dobbiamo aspettarci di vedere lo stesso lavoretto anche a Villasimius, Solanas, San Giovanni di Sinis, ...?

Io mi auguro di No e incrocio le dita.

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23.01.2008

Il senso comune continua a guidare le scelte, le decisioni, i comportamenti dei più. La cosa non mi disturberebbe più di tanto se questo non si traducesse in troppe prese di posizione preconcette, nel voler per forza categorizzare le cose e le persone, sbandierando oltretutto una apertura mentale che non è poi assolutamente supportata dai fatti. Mi pare quasi più semplice far capire aun razzista convinto l'infondatezza della razzializzazione che dimostrare a un falso "openedmind" (questa me la sono proprio inventata) che non stà valutando le cose con l'apertura mentale che millanta. Per di più questa razzializzazione, questo misurare tutti col metro della propria statura, si stà trasformando nella ricerca dello scontro ad ogni costo, nel dare a tutti quelli che stanno fuori dal nostro gruppo (e spesso anche dentro) dell'incompetente, del disonesto e dell'imbecille (quando va bene). Sarà che stò invecchiando e quindi inzio ad ascoltare/vedere programmi, discussioni, blog, che fino a qualche anno fa mi parevano di una noia mortale, ma mi pare che ormai ovunque ti giri anche e sopratutto nel mondo mediatico, qualsiasi argomento, qualsiasi situazione è buona per creare la bagarre. Pare impossibile trovare qualcuno che costruisca il suo spessore sulle proprie buone azioni e non sugli errori altrui. La giustificazione che và per la maggiore è: "lui ha fatto peggio". Quando una cosa non piace è rarissimo trovare qualcuno che in modo critico cerca di capire perchè qualcun'altro trovi la stessa cosa gradevole o ben fatta; Ancora peggio succede quando, appurato che una cosa è stata fatta/non fatta come sarebbe stato lecito aspettarsi, il risultato non viene mai mediato dalle condizioni che hanno condotto a quel risultato, mentre solo dopo tale riflessione critica si dovrebbe esprimere civilmente il proprio parere anche deciso. Aveva forse ragione quel mio amico che volendosi candidare a una carica politica progettava di intitolare la sua campagna "merda po merda votai a mei" (non si è più candidato ma lo slogan mi pare più sincero di molti altri).

Detto ciò i politici pensano tutti solo alla poltrona , i giovani non hanno più rispetto, la musica non è più quella di una volta, ai miei tempi sì che l'inverno era inverno e a scuola si andava per studiare.... :-)

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20.01.2008
Continuo a rimanere esterrefatto di fronte a certi atteggiamenti di assoluta inciviltà ambientale. Mi riferisco a tutte le volte che percorrendo le strade, non importa quali, mi imbatto in cumuli, più o meno consistenti, di rifiuti di ogni genere. Ora mi chiedo: è possibile che alle soglie del 2010 qualcuno sia ancora convinto che lasciando un televisore sul ciglio della strada questo si sciolga al sole come la neve in primavera? E' davvero convinto che qualche società specializzata che già fatica a raccogliere i rifiuti ingombranti dalle apposite aree vada a recuperare il suo televisre lasciato al km de su corru de sa furca nella strada tra barumini e gergei? Qualcuno, evidentemente con la stessa identica convinzione, ha costruito, nella ss 197 al bivio San Gavino-Villacidro, una bella scultura composta da due pneumatici sistemati con cura l'uno sull'altro, al centro una latta di vernice usata e una bottiglia di plastica che svetta in cima alla minipiramide: ma veramente sarà stato convinto che quella possa essere considerata pop-art? E si che di ciarpame se n'è visto in giro ma questo di artistico a solo l'estemporaneo vaffa... che mi scappa ogni volta che lo vedo. Si perchè, quella amabile scultura, stà ormai lì da parecchi mesi; mi ricorda un po' la torre eiffel, nata nel 1889 come effimero traliccio da ricorrenza (il centenario della rivoluzione francese), che doveva stare lì al massimo ventanni e invece resiste imperterrita da oltre due secoli; ma non mi pare proprio la stessa cosa.
La cosa che mi turba di più, ogni volta, è il pensiero della faccia e della conformazione delle sinapsi cerebrali del nostro eroe (sempre che all'interno del suo cranio si trovi un cervello funzionante) non appena abbia gettato dall'auto la candida busta di "monnezza"; cosa gli passerà mai per la testa? Sarei quasi più propenso a giustificare, o per lo meno comprendere, l'industriale senza scrupoli che getta nel fiume gli scarti di lavorazione, se non altro lo fa per un tornaconto economico. Il nostro eroe invece lo fa proprio per la gloria e si fa un mazzo così a portare la sua vecchia lavatrice lontano kilometri da casa (avrà paura che quella si ricordi la strada e torni indietro?). La monnezza infatti, da che mondo è moderno, basta lasciarla sotto casa che qualcuno, pagato anche dalle sue tasse (tanto alla TARSU non si sfugge), sarebbe passato di li a poco a portarla via senza chiedere nulla di più.

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17.01.2008
Ho deciso di rinnovare il sito, è ancora allo stato embrionale, ma la sua nuova natura mi sembra abbastanza chiara. Una traccia di pensieri e riflessioni di tipo generale o particolare per i temi della comunicazione visiva e dell'arrampicata.