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18.11.2010 Dove va la qualità nella comunicazione visiva? Se qualcuno credeva avessimo toccato il fondo...
Ero convinto di aver visto il fondo quando il Centro Commerciale Naturale di Sanluri ha affidato il proprio logo a un concorso per amatori investendo ben 2,7 euro per ogni imprenditore. D'altra parte cos'è un logo? A vedere gli ultimi esploit non è nient'altro che una "schifezza" disegnata su un foglio, tanto per riempire spazio. Peccato che studi di marketing e di comunicazione portati avanti da decenni da fior di professionisti (gente che ha fatto la storia della comunicazione, del marketing, del design, della pubblicità) hanno ampiamente dimostrato che quella "schifezza" è l'essenza stessa della marca, un simbolo, un portatore dei valori dell'entità, prodotto, impresa che rappresenta e che, spesso per non dire sempre, è il primo elemento del prodotto con cui i destinatari del messaggio vengono a contatto e che dovrebbe trasferire in loro il desiderio o quantomeno un atteggiamento positivo nei confronti del marchio, ovvero dell'impresa o del prodotto.
Ecco... questa cosa, per il Centro Commerciale di San Gavino, non vale neanche i 2,7 euro per impresa. I grafici, ma anche chiunque sappia fare una buona ma anche una cattiva "schifezza" su un foglio, è invitato a partecipare (gratuitamente, non chiedono neanche soldi... che fortuna). Per creare un simbolo che sia inedito, originale, chiaro, innovativo, apartitico e dotato di forza comunicativa il vincitore riceverà come compenso ben una targa ricordo. Tra tutte le baggianate del bando la meno infelice (ed è tutto dire) è la scelta di affidare al popolo di facebook la votazione (ormai siamo all'apologia del grande fratello), se non altro su FB girano parecchi professionisti della comunicazione e visto il tenore delle giurie di pseudoesperti degli ultimi concorsi di idee... meglio facebook. Il concorso del CCN di San Gavino è scandaloso; uno schiaffo alla cultura della buona comunicazione e alla preparazione di quanti abbiano studiato per anni cercando di dare dignità al lavoro di pubblicitario, grafico, designer, linguista, semiologo, copywrighter.
E non vorrei ripetermi ma insisto: questo non significa che non si debbano coinvolgere i ragazzi in iniziative di questo genere, ma andrebbe chiaramente specificato che il concorso cerca idee non compiute nè professionali e, qualora tra le idee si intravedesse uno spunto valido, un professionista si occuperebbe di tradurre tale idea in un prodotto qualitativamente adeguato in base alle richieste. Semmai al premio riservato ai ragazzi andrebbe aggiunta la possibilità di partecipare in forma di stage alla realizzazione del logo proprio per mettere le nuove generazioni di quanta professionalità ci sia dietro un logo ben costruito, efficiente ed efficace.
A chi scrive, felice di essere smentito, sembre l'ennesimo furbo escamotage per avere un prodotto a costo zero, da parte di persone che di cosa sia la buona comunicazione di qualità non sanno assolutamente nulla.
04.05.2010 Dove va la qualità nella comunicazione visiva? Iniziamo ad intuirlo ma per pudore non lo scriviamo.
Anche S.Gavino si adegua al GAL sottocitato, e indice un concorso di idee riservato agli studenti per la realizzazione del marchio con questi presupposti:
Il Comune di San Gavino Monreale, nel quadro delle attività di promozione delle tradizioni e della storia agroalimentare locale, intende selezionare, attraverso un concorso di idee, un logo da assumere come simbolo ufficiale per la denominazione comunale di origine – De.C.O..La Denominazione Comunale di Origine è un marchio identificativo ed uno strumento innovativo finalizzato a censire e valorizzare i prodotti agro alimentari (zafferano, riso, legumi) che sono legati alla storia e alle tradizioni del territorio comunale in cui hanno origine e alla salvaguardia delle loro peculiarità.
Con la De.C.O. si intende dare visibilità all’opera di tutti i produttori presenti nel territorio comunale e ai loro prodotti. Esso rappresenta una garanzia per il consumatore, in quanto attesta l’origine, la genuinità, la composizione e le modalità di preparazione e coltivazione dei prodotti, che vengono codificati da specifici disciplinari di produzione, stabiliti dal Comune, nel rigoroso rispetto degli usi, delle consuetudini e delle tradizioni locali.
Agli studenti richiede che il logo risponda alle seguenti caratteristiche:
dovrà essere inedito, originale, chiaro, distintivo, adattabile, versatile, attrattivo, innovativo, apartitico e dotato di forza comunicativa;
dovrà essere realizzato a colori ma utilizzabile in quadricromia, in due colori e in bianco e nero e dovrà poter essere ingrandito o ridotto a seconda delle necessità tipografiche o di supporti di comunicazione, senza che ciò riduca la forza comunicativa; in particolare, dovrà essere declinabile per le seguenti applicazioni: carta intestata, buste, locandine e manifesti, pieghevoli, cartoline, inserzioni pubblicitarie e siti web;
dovrà caratterizzarsi per capacità distintiva e significatività, con particolare attenzione alle peculiarità di storia, territorio, arte, cultura e tradizione del paese. Le sue caratteristiche dovranno ben interpretare la funzione istituzionale, dal punto di vista di colori, caratteri tipografici e stile di presentazione grafica;
dovrà essere utilizzabile come simbolo ufficiale in tutti i mezzi di comunicazione interni ed esterni (segnaletica, etichette, stampa, internet, TV, brochures e in tutti i settori in cui il Comune riterrà opportuno utilizzarlo);
dovrà essere facilmente riconoscibile e consentire un facile ed immediato recepimento, realizzando la massima coesione possibile tra l’aspetto grafico e le parole utilizzate, e nel contempo facilmente utilizzabile all’interno di qualsiasi contesto e su qualsiasi supporto.
In questo modo, ancora una volta, si da per scontato che per progettare un logo con tali caratteristiche non sia necessaria nessuna preparazione specifica e che grafici e designer di tutto il modo abbiano sprecato inutilmente anni della loro vita a , sperimentare, aggiornarsi, confrontarsi e sopratutto prepararsi a dovere. La professione di comunicatore ne esce ancora una volta svilita e declassata.
Tengo a precisare che questo non significa che non si debbano coinvolgere i ragazzi in iniziative di questo genere, ma andrebbe chiaramente specificato che il concorso cerca idee non compiute, così come ci si aspetta da ragazzi delle scuole di primo e secondo grado e che, qualora tra le idee si intravedesse uno spunto valido, un professionista si occuperebbe di tradurre tale idea in un prodotto qualitativamente adeguato in base alle richieste. Semmai al premio riservato ai ragazzi andrebbe aggiunta la possibilità di partecipare in forma di stage alla realizzazione del logo proprio per mettere le nuove generazioni di quanta professionalità ci sia dietro un logo ben costruito, efficiente ed efficace.
Commento ricevuto il 04.05.2010 alle ore 17.09
Considerato che mia figlia ha compiuto 5 anni giusto ieri quasi quasi faccio partecipare lei :)
A parte le battute mi sembra che a questo punto sia addirittura meglio indire una gara tipo crowdsourced.
Mi chiedo se a breve assisteremo anche a gare per la progettazione di strutture e/o impianti (idraulici o elettrici).Riccardo
29.04.2010 Dove va la qualità nella comunicazione visiva?
Prende il via il “Concorso d’Idee per la scelta del Logo del Gal Sgt” È ufficiale!!!
Il Gal Sgt indice un concorso d’idee, aperto a tutti gli abitanti ed a tutti gli studenti del nostro territorio, per la selezione dell’idea grafica che contribuirà a creare il Logo del Nostro Gal.Con questo roboante incipit il sito del GAL suddetto annuncia un concorso come tanti, curioso mi affaccio ai documenti per vedere di cosa si tratta, sembrerebbe un'idea come molte se ne sono viste (che tra l'altro producono spesso ottimi risultati), un concorso di idee che con un investimento minimo permette di raccogliere ottime idee da prendere chiavi in mano o, eventualmente da far rivedere. Lo scopo è proprio quello di allargare il più possibile la raccolta creativa in un allargatissimo brain storming. Qual è allora la stranezza? Perchè ho l'impressione che mi sfugga qualcosa? Scarico il bando, download in corso... all'articolo 3 leggo e riporto
Art.3
Requisiti di partecipazioneIl concorso è aperto alla cittadinanza, agli studenti di ogni ordine e grado, residenti nei territori aderenti al Gal o che, pur non essendo residenti, frequentino scuole site nei territori aderenti al Gal.
Non sono ammessi le società, gli studi professionali ed i professionisti che operano nel campo della grafica, artisti e designer.
I ragazzi che non hanno raggiunto la maggior età dovranno presentare apposita autorizzazione sottoscritta dai genitori esercenti la patria potestà o da chi esercita la tutela sugli stessi.
La partecipazione può avvenire in forma singola o associata a condizione che tutti i partecipanti del gruppo soddisfino i requisiti di partecipazione.
. Ciascun concorrente può partecipare una sola volta, a titolo individuale o come componente di un gruppo, pena l’esclusione dal concorso sia della persona che del gruppo con il quale ha partecipatoSe consideriamo che oggi essere paese comunitario significa, tra le altre cose, che anche nella più infima delle gare pubbliche si debba garantire (per legge) il principio della massima partecipazione e concorrenza leale, il GAL un Ente che nasce e vive grazie alla comunità Europea, blinda il suo mirabolante concorso a una piccolissima porzione di cittadini europei.
I risultati saranno con tutta probabilità scontati, e se è vero che tra i non professionisti possono nascondersi idee geniali, e altrettanto vero che molte idee non verranno vagliate, passèra il messaggio che la comunicazione può fare a meno della professionalità, che la qualità della comunicazione sta ai comunicatori professionisti come il grande fratello sta al DAMS (di Roma, di Bologna, di Torino, fate voi), che ancora una volta è la piccolezza dei nostri campanili ad avere la meglio.
Spero di essere smentito.
11.01.2010 Scomparso Bob Noorda (dal sito http://www.aiap.it/)
Nel pomeriggio di lunedi 11 gennaio 2010 è venuto a mancare, al termine di una vita di appassionato lavoro e in seguito ad un grave incidente, Bob Noorda, una delle icone della grafica italiana e internazionale.
Olandese di nascita (Amsterdam, 1927) ma italiano di adozione, a partire dagli anni sessanta è stato uno dei principali artefici del rinnovamento della grafica italiana. Dopo aver lavorato per Pirelli e La Rinascente, nel 1965 ha contribuito a fondare l'Unimark International con Massimo Vignelli.
Ha realizzato alcuni dei marchi italiani più noti fra cui Coop, Arnoldo Mondadori Editore, Regione Lombardia.
Ha curato l'immagine grafica di Agip, Banca Commerciale Italiana, Dreher, Chiari & Forti, Fusital, Max Meyer, Richard Ginori, Total, Ermenegildo Zegna e Mitsubishi.
Ha lavorato per l'editoria collaborando con Vallecchi, Sansoni, Feltrinelli e Touring Club Italiano.
Ha progettato la segnaletica delle metropolitane di Milano, New York e San Paolo del Brasile.
Ha ricevuto numerosi riconoscimenti fra cui quattro volte il Premio Compasso d'oro e una laurea ad honorem in Disegno Industriale da parte del Politecnico di Milano (2007).Credo non ci sia grafico che non abbia desiderato almeno una volta essere l'autore di uno dei suoi progetti. Riposa in pace.
9.04.2009 Il gambero parte seconda.
Non soddisfatti di aver riportato oindietro l'orologio, in Regione hanno pensato bene di ufficializzare il ritorno al vecchio simbolo producendo il manuale d'uso del simbolo. Ora io vi invito a leggerlo con il senno di chi ha già conosciuto il precedente cioè dopo aver dato almeno uno sguardo al manuale d'uso redatto a suo tempo da (credo) Stefano Asili. Ora io non so di chi sia la firma che stà in calce al nuovo manuale ma, se non è dello stesso Asili, questo avrebbe ben ragione se iniziassero a girargli.
A parte la scelta di mantenere il futura come carattere de logotipo;
A parte l'aver voluto introdurre per forza un terzo colore (il celeste) la cui unica ragione sembra essere l'ostentazione dei colori della maggioranza (dovremmo aspettarci un cambio di colore ogni volta che cambia il governo Regionale? Complimenti per la scelta lungimirante) perchè veramente di un terzo colore non c'era veramente bisogno se non quello di diluire la forza dell'immagine coordinata.
A parte che un minimo di restiling almeno dell'impaginato non avrebbe guastato.
A parte tutto questo non l'impaginatore di turno non si è neanche preso la briga di controllarsi le didascalie, e pur avendole variante in qualche virgola (che qualsiasi studentello svogliato a caccia di tesi farlocche avrebbe fatto meglio) riporta a pagina 24, nella descrizione del gonfalone, la stessa descrizione del gonfalone degli anni precedenti (peccato che ora li scritta non si trovi più sotto il simbolo ma sopra.
Se qualcuno può pensare che il manuale non sia cosa degna di nota, iniziate a pensare che la stessa attenzione possa essere applicata al Piano Paesaggistico, o al Piano di Rilancio Economico.
Personalmente tengo le dita fortemente incrociate e spero (ma ne dubito) che almeno non abbiano pagato un professionista (che vedendo il lavoro fatico a definire tale) per un prodotto simile.
Tanto per avere un idea di quello di cui parliamo confrontate le due versioni e... caccia alle differenze.
10.06.2009 eccone un'altra
Se qualcuno credeva, dopo il cetriolo di "it", di aver visto tutto in termini di scempi in ambito grafico; dopo che stavo per scagliarmi sulla pessima gestione di un concorso di idee in ambito paesano. Pur ritenendo che per rappresentare parecchie medio-piccole realtà produttive, avrebbero dovuto investire meglio e con più consistenza sulla loro immagine, lascio perdere per un attimo dato che uno spunto ben più importante ci viene dal nostro "amato" presidente operaio, pompiere.... e oggi grafico, aggiungerei scarso. Evito commenti personali sull'incommentabile delirio da "nipotino col PC" riportando invece l'autorevole e interessante commento apparso sul sito SocialDesignZine di cui riporto il link: http://sdz.aiap.it/ augurandovi buona lettura.
09.04.2009 Il gambero
Si poteva discutere sulla scelta del progettista, sulla condivisione o meno del progetto, sulla cifra investita nell'operazione. C'erano un sacco di punti su cui si poteva avere opinioni discordanti, non si poteva però non ammettere che l'operazione di restyling rispondeva molto bene a quanto richiesto dall'operazione. Stamo parlando dell'identità visiva della Regione Autonoma della Sardegna che scrollandosi di dosso inutili quanto obsoleti orpelli,si presentava con un segno inequivocabile, leggibile anche ridotto ai minimi termini, versatile e gestibile. Aveva inoltre implementato un sistema coordinato che ormai aveva raggiunto un ottimo livello di omogeneità. E il simbolo originario? Neanche quello era stato gettato alle ortiche e veniva regolarmente utilizzato per sancire l'ufficialità di alcuni documenti istituzionali come quelli prodotti dal Consiglio Regionale.
Stamattina nell'aprire il sito della Regione l'amara sorpresa: con una manovra che denota un ignoranza formale fuori dal comune il logo della regione è stato pedissequamente sostituito con la vecchia versione (disegnata peraltro da un designer che non difetta nè di bravura nè di esperienza) chè era già un restiling dell'emblema regionale. In un colpo solo sono stati commessi tutta una serie di errori che non avrebbe comesso neanche il meno esperto dei grafici isolani. E' stata snaturata completamente la coerenza di un sito nato e progettato in funzione di un concetto fin troppo esasperato di linearità e leggibilità (ora non è più nè lineare nè leggibile, n,è tantomeno, graficamente gradevole (nel caso qualcuno fosse amante dell'art deco); si è perso in ogni caso l'emblema originale in quanto la versione è comunque un restyling; è necessario provvedere a sostituire tutto il materiale istituzionale che ora risulterebbe formalmente incoerente; sarà necessario rifornire tutto l'indotto del nuovo/vecchio simbolo con la conseguenza che quell'uniformità raggiunta a fatica dopo anni di lavoro debba essere rigenerata da capo.
Lascio a voi il conto della spesa, a me rimangono i conati di vomito per l'operazione: pessimo esempio di politica, pessimo esempio di gestione economica, pessimo esempio di buon gusto, e, se fossi il disegnatore del logo che appare attualmente su tutte le pagine del sito della RAS, sarei ancora più imbestialito perchè un lavoro ben fatto è stato martoriato da una gestione dissennata dell'immagine coordinata che di sicuro non era pensata con il "futura std bold" come font da associare all'elaborato scudo ovale. Non so se sia il primo, ma è sicuramente il più evidente, passo indietro dell'attuale governo regionale; temo che il prossimo sia un progressivo abbandono delle potenzialità offerte dal digitale, dell'attenzione a un immagine turistica coerente e coordinata e di altro ancora che verrà. Alla luce di ciò fa un po' sorridere la frase che il neo presidente proferisce durante uno dei primi TG post-elezioni: "bisogna guardare avanti";
per il momento si fa' un passo indietro e anche i mori si voltano dall'altra parte.
vecchio e nuovo a confronto, le immagini (clicca per ingrandire) si commentano da sole.
Anche altri, in altri blog, hanno commentato da altri punti di vista, ve ne riporto uno: clicca qui per leggerlo
Commento ricevuto da Lorenzo il 9 aprile 2009:
E che dire dei bandi che ormai vengono redatti senza più attenersi all'immagine coordinata regionale? Ormai vale tutto... dalle scansioni di fotocopie ai bandi in "comic sans"!!!
03.02.2009 Poetto pulito 2006-2007 .
Rispulcio un vecchio articolo ritrovato nei meandri del web
Articolo ufficio stampa
02.02.2009 Graphic design e marketing politico.
L'avevo sentito, non gli avevo dato peso, ieri ho preso la tramvata. Parliamo di pubblicità ingannevole, di una particolare pubblicità ingannevole.
Da che mondo è mondo i pubblicitari sono stati accusati più volte di ricorrere a trucchi e stratagemmi per dire il non detto, per non dire ciò che i consumatori avrebbero diritto di sapere, per dire l'ovvio facendo credere che sia l'eccezionale, per raccontare l'eccezione facendo pensare che sia la regola. Giurì, autoregolamentazione, etica professionale, "prima di pubblicizzare un prodotto devi innamorartene" e chi più ne ha più ne metta.
Ieri faccio un po' di zapping, cosa ci sarà su videolina, uff il solito spot elettorale.... COOOOSAAAA???, sul simbolo dei sostenitori di tal Cappellacci per le elezioni regionali c'è scritto "Berlusconi presidente"!!!!! Ve lo dico da pubblicitario, Non si può!
E', a tutti gli effetti, pubblicità ingannevole, è paragonabile e va trattata alla stessa stregua di qualsiasi product brand (marchio di prodotto per dirla come magnàmo).
E' esattamente come se qualcuno scrivesse su un barattolino di uova di muggine la seguente dicitura, "Bottarga, caviale mediterraneo". Ora lasciate per un attimo da parte il campanile che, a torto o a ragione ci porta a sostenere che la bottarga è più buona del caviale; quel marchio è ingannevole perchè la bottarga è composta da uova di muggine e non di storione, tanto più che il regolamento impone di indicare sulla bottarga anche se questa è prodotta effettivamente con uova di muggine o diversamente con uova di tonno, che seppur buona ha un diverso valore.
Ora mi vogliano spiegare lorsignori cosa ci fà la scritta "Berlusconi presidente" su un prodotto la cui reason wy o promessa base che dir si voglia sembrerebbe traducibile con "vota questa lista se vuoi Berlusconi presidente".
A parte il fatto che secondo la normativa dovresti indicare, se non altro, presidente di che cosa (come per le uova), l'informazione non è pertinente: viola le massime di quantità e qualità della comunicazione che tutti i signori dell'entourage azzurro ben conoscono, quel brand dice che cose ambigue che non sono richieste e che in più non vengono mai disambiguate.
Si chiama inganno ovvero far credere qualcosa che non risponde alla realtà delle cose, inducendo un ragionamento logico deduttivo nell'elettore, giocando sul fatto che in caso di controversia si potra sempre dire, ma io non ho scritto presidente della Regione Sardegna.
Se è per questo non hanno neanche scritto il contrario. Ho deciso che non comprerò il loro prodotto. Non mi è piaciuta la confezione e se devo essere sincero neanche il contenuto.